L'esperienza di Stefano ad Arsenale

Ho iniziato per fare qualcosa di diverso e ho trovato qualcosa che fa la differenza. 

E qualcuno con cui condividere un’esperienza fatta di pensiero ed azione, fatica e gioia. 

Personalmente ho seguito un’intuizione evitando di dar credito a quella vocina interiore che ha iniziato originariamente a sussurrare, poi a urlare, “ma dove vai  a farti male… ma alla tua età… è roba per giovani, per fanatici… e poi non ce l’hai, il fisic du role…”. Zitta. Ci provo. 

Avevo bisogno di dare una svolta alla mia vita e ho iniziato dalle cose più semplici, tipo cambiare lavoro e divorziare. E dal crossfit.

Arsenale è capitato, non l’ho scelto, e come capita in genere nella vita, le cose importanti ti si presentano senza averle programmate. Bene, mi son detto, vediamo un po’ dove andiamo a finire.

Nel frattempo, ho trovato insegnanti preparati e motivanti, che con la loro passione e con il loro esempio riescono a trasmettere il senso di quello che si sta facendo al di la dei meri risultati atletici. 

Ho visto persone, provarci, fallire, riprovare, cadere e rialzarsi. Qualche volta anche riuscirci, ma con la consapevolezza che il vero successo non sta nel peso sollevato, è nel risollevarsi a ogni caduta, col sorriso. E sempre con una mano tesa, lì vicino, per aiutarti a tornare in piedi, e un’altra che poi ti batte la spalla. Ora quelle persone li chiamo amici.

Ho capito che quando si vince, non è contro qualcuno, è insieme a qualcuno.

Ho provato l’umiltà di scelte coraggiose dopo l’umiliazione di scelte vanitose, perché in questo caso non ha importanza solo quanto fai, ma come lo fai, con un’equilibrio tutto da imparare di tecnica, carico, tempo, respiro e forza di volontà.

Ho sperimentato che una maglietta fradicia può complicare i movimenti, che la si può anche togliere, senza problemi, che tanto mostrare il muscoletto (o nascondere qualche difettuccio) è l’ultima delle intenzioni. 

Ho mani piene di calli, ma ormai li considero le mie medaglie.

Ogni tanto alzo lo sguardo verso la sbarra e sorrido, pensando a quando riuscirò anche in quell’esercizio per adesso Mission Impossible. Per adesso. 

Sono certo, non diventerò un grande atleta , ma un atleta grande, magari si. Vediamo. Ci sto provando.

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